KARATE

Premesso che, quello che più conta, è la crescita psico-fisica dei ragazzi (capacità cognitiva e capacità motoria) e, che ognuno di loro ha un diverso orologio biologico che ne scandisce il tempo di sviluppo evolutivo, è di fondamentale importanza non precorrere i tempi e lasciare che ogni ragazzo possa confrontarsi con i suoi "pari", con i suoi ritmi e le sue capacità (non si può correre se prima non si può camminare).

Il bambino è attore fondamentale, a cui, il Maestro / Insegnante e la disciplina sportiva, devono essere subordinati.

1° Corso

  • Sviluppo e consolidamento dei pressuposti coordinativie condizionali
  • Schemi Motori Primari o di Base = Capacità Motorie Generali
  • Rispetto delle regole. Il tutto in forma ludica

2° Corso

  • Sviluppo e realizzazione degli Schemi Motori Secondari = Abilità Motorie
  • Tecniche di base, in forma ludica. Si sviluppano sulla base delle precedenti acquisizioni

3° Corso

  • Sviluppo e consolidamento della tecnica. Si sviluppano sulla base delle precedenti acquisizioni
  • Esperienza di gara

4° Corso

  • Consolidamento della tecnica fine
  • Strategia / Tattica
  • Gara

La storia del Karate

Il termine "Karate" si traduce letteralmente come "Mano Vuota" o" Mano Privata di Armi" e rappresenta una delle arti marziali più antiche e rispettate del mondo. La sua origine risale all'isola di Okinawa, un tempo noto regno marittimo situato tra la Cina ed il Giappone, dove l'uso delle armi era proibito e quindi i cittadini erano costretti a sviluppare metodi di difesa personale che utilizzassero esclusivamente il corpo umano come strumento di combattimento.

Origini storiche

Le radici del karate possono essere rintracciate fino alle arti marziali cinesi, in particolare al Kung Fu, che è stato introdotto a Okinawa nel XIV secolo. Qui, si è fuso con le arti marziali locali, chiamate "te" o "ti", dando vita al karate come lo conosciamo oggi. Nel corso dei secoli, il karate si è evoluto attraverso varie scuole e stili, ciascuno con le proprie tecniche, filosofie e tradizioni.

Concetto di "Mano Vuota"

Il concetto di "Mano vuota" nel karate va oltre la semplice assenza di armi fisiche. Rappresenta una filosofia profonda che enfatizza l'idea di auto-perfezionamento attraverso la pratica delle arti marziali. La "Mano vuota" simboleggia la ricerca interiore e l'idea che il vero potere risieda dentro di noi, non nelle armi esterne.

Principi fondamentali

Il karate si basa su principi fondamentali come il rispetto, la disciplina, l'umiltà e la perseveranza. Gli allievi imparano non solo le tecniche di combattimento, ma anche il controllo di sé, la concentrazione mentale ed il rispetto degli altri. Questi principi vengono incorporati nella pratica quotidiana del karate, contribuendo allo sviluppo di una mente sana e di un corpo forte.

Pratica e allenamento

La pratica del karate coinvolge una serie di elementi, tra cui kihon (fondamentali), kata (forme)e kumite (combattimento). Gli allievi lavorano per perfezionare le loro abilità attraverso esercizi di pugno, calcio, blocchi e movimenti di schivata. L'allenamento è rigoroso e richiede disciplina, ma porta anche ad una crescita personale e spirituale.

Diffusione globale

Nel corso del XX secolo, il karate si è diffuso in tutto il mondo, diventando una delle arti marziali più praticate e rispettate. La sua popolarità è stata alimentata dai film, dalla televisione e dalle competizioni sportive, che hanno mostrato al pubblico la bellezza e la potenza di questa disciplina. Oggi, milioni di persone in tutto il mondo praticano il karate per la sua combinazione unica di fitness, autodifesa e crescita personale. Il karate, con il suo concetto di "mano vuota" e i suoi principi fondamentali, rappresenta molto più di un semplice sistema di combattimento. E' una via di auto-miglioramento che abbraccia la mente , il corpo e lo spirito, offrendo agli allievi una strada per raggiungere la massima potenzialità in tutte le aree della loro vita.

Gichin Funakoshi

Il fondatore del Karate Shotokan

Gichin Funakoshi nacque il 10 Novembre 1868 nell'isola di Okinawa, all'epoca un regno indipendente. Sin da giovane, mostrò un interesse per le arti marziali, in particolare per lo stile di karate praticato nell'isola. La sua formazione accademica e la sua esperienza come insegnante lo portano a Tokyo, dove divenne coinvolto in modo significativo nello sviluppo e nella diffusione del karate in Giappone. Fu introdotto al karate quando era ancora un giovane studente ad Okinawa, dove imparò i principi del te (mano) e del kara (vuoto) di una forma di karate locale. Successivamente, si trasferì a Tokyo, dove ebbe l'opportunità di presentare il karate al pubblico giapponese durante una dimostrazione nel 1922. Questo evento fu un punto di svolta nella storia del karate, portando alla sua diffusione nel Giappone continentale. Funakoshi contribuì in modo significativo allo sviluppo dello stile Shotokan. Il nome "Shotokan" deriva dallo pseudonimo che utilizzava per firmare i suoi poemi, "Shoto", che significa "casa delle onde". Questo stile si distingue per la sua enfasi sullo sviluppo del carattere attraverso la pratica del karate e la fusione di elementi del karate okinawense con quelli delle arti marziali giapponesi. Lo Shotokan è caratterizzato da un insieme distintivo di principi e tecniche. Alcuni dei principi fondamentali includono:

  • Kikon (fondamentali) - Lo studio delle tecniche di base, comprese le posizioni e le forme di attacco e difesa.
  • Kata (forme) - Sequenze di movimenti predefiniti che rappresentano situazioni di combattimento contr avversari immaginari.
  • Kumite (combattimento) - L'applicazione delle tecniche apprese in situazioni di combattimento controllato contro un avversario reale.

Grazie agli sforzi di Funakoshi e dei suoi successori, lo stile Shotokan ha conosciuto una rapida diffusione a livello globale. Numerose organizzazioni di karate seguono gli insegnamenti di Funakoshi, promuovendo la pratica dello Shotokan in tutto il mondo. Gli aspetti di disciplina, rispetto e autocontrollo insegnati da Funakoshi hanno reso lo Shotokan attraente non solo come arte marziale, ma anche come veicolo per la crescita personale e lo sviluppo del carattere. Gichin Funakoshi è deceduto nel 1957, ma la sua eredità vive attraverso le generazioni di praticanti di karate e gli insegnanti che hanno continuato a diffondere gli insegnamenti dello Shotokan. La Japan Karate Association (JKA), fondata nel 1949 da Funakoshi e altri, è stata un'organizzazione chiave nella diffusione e nella promozione dello Shotokan a livello mondiale.

Kenwa Mabuni

Il fondatore dello Shitō-Ryū

Lo stile Shitō-Ryū è un'importante scuola di karate che combina elementi di due degli stili più influenti, lo Shōrin-Ryū e lo Gōjū-Ryū. Il suo fondatore, Kenwa Mabuni, ha giocato un ruolo cruciale nello sviluppo di questa forma di karate, amalgamando tradizioni diverse per creare uno stile unico e versatile. Kenwa Mabuni nacque il 14 novembre 1889 sull'isola di Okinawa, il luogo di nascita di molte arti marziali tradizionali. Fin da giovane, Mabuni dimostrò un forte interesse per il karate e iniziò ad apprendere da vari maestri dell'isola. La sua formazione includeva sia lo stile Shōrin-Ryū, originario della scuola Shōrin (Shaolin) del Fujian in Cina, sia lo stile Gōjū-Ryū, sviluppato da Chojun Miyagi. Il desiderio di Mabuni di preservare e sviluppare le tradizioni del karate lo portò a combinare elementi di entrambi gli stili che aveva appreso, dando vita allo Shitō-ryū. Il nome "Shitō" è composto dai caratteri giapponesi che rappresentano i nomi di Shōrin-ryū e Gōjū-ryū. Questa sintesi di stili gli permise di adattare il karate alle esigenze del periodo in cui viveva, incorporando movimenti agili e rapidi insieme a tecniche più robuste e potenti. Lo Shitō-ryū è noto per la sua varietà di tecniche, che includono movimenti circolari e lineari, colpi diretti e circolari, e combinazioni fluide di attacco e difesa. Alcuni dei principi chiave di questo stile includono:

  • Kata e Bunkai: Come in molte scuole di karate, lo Shitō-ryū dà grande importanza ai kata (forme) come veicolo per insegnare tecniche e principi di combattimento. I praticanti studiano anche il bunkai, cioè l'applicazione pratica delle tecniche del kata.
  • Kumite: Lo Shitō-ryū pratica il kumite (combattimento) in modo vario, che può includere situazioni predeterminate (kumite fisso) e combattimenti più liberi e dinamici (jiyū kumite).
  • Shiho Kōsokuken: Una delle caratteristiche distintive dello Shitō-Ryū è il concetto di "Shiho Kōsokuken", che rappresenta quattro principi direzionali di attacco e difesa. Questo concetto sottolinea la versatilità e la flessibilità delle tecniche di Shitō-Ryū.

Dopo la creazione dello Shitō-Ryū, Kenwa Mabuni lavorò instancabilmente per diffondere la sua creazione in tutto il Giappone e oltre. Nel 1931, fondò la Dai Nippon Karate Shōtōkai, un'organizzazione volta a promuovere lo Shitō-Ryū. Mabuni insegnò a molti studenti, alcuni dei quali avrebbero poi aperto le proprie scuole e diffuso ulteriormente lo stile, espandendosi notevolmente, diventando uno degli stili di karate più praticati al mondo. Kenwa Mabuni morì nel 1952, ma la sua eredità è stata portata avanti da suoi figli e da una successione di studenti e maestri qualificati. Oggi, lo Shitō-Ryū è praticato in tutto il mondo, con numerose organizzazioni e scuole che insegnano questo stile in modo fedele alle tradizioni di Mabuni.

Chojun Miyagi

Il fondatore del Goju-Ryū

Lo stile Goju-Ryu è un'importante scuola di karate che unisce elementi delle arti marziali cinesi con la tradizione giapponese. Il suo fondatore, Chojun Miyagi, ha svolto un ruolo chiave nello sviluppo di questo stile, che è noto per la sua combinazione di movimenti fluidi e potenti, nonché per l'approccio integrato alla pratica fisica e spirituale. Chojun Miyagi nacque il 25 aprile 1888 sull'isola di Okinawa, il luogo di origine di molte arti marziali tradizionali. Da giovane, Miyagi fu introdotto alle arti marziali da Kanryo Higaonna, un esperto di Naha-te, uno stile di combattimento okinawense. In seguito, Miyagi viaggiò in Cina, dove studiò il sistema di combattimento chiamato "Hakutsuru" (Airone Bianco) e altre discipline cinesi. Tornato da questo viaggio, Miyagi integrò gli insegnamenti ricevuti in Cina con le tradizioni locali di Okinawa. Nel 1930, formalizzò il suo stile, chiamandolo Goju-Ryu, che significa "Stile del Pugno Duro e Morbido". Questa denominazione riflette la combinazione di movimenti potenti e circolari che caratterizzano lo stile. Lo Goju-ryu è noto per i suoi principi chiave che riflettono la dualità tra durezza e morbidezza. Alcuni di questi principi includono:

  • Ho (Duro): Rappresenta la parte fisica e potente dello stile, con movimenti diretti e potenti.
  • Ju (Morbido): Rappresenta la parte più fluida e circolare dello stile, con movimenti più elastici e agili.
  • Gō (Duro) e Jū (Morbido) Gōho (Duro) e Jūho (Morbido): Questi principi sottolineano la necessità di bilanciare la durezza e la morbidezza in ogni aspetto del combattimento.

Come molte altre scuole di karate, lo studio dei kata (forme) è fondamentale nello sviluppo del praticante di Goju-Ryu. I kata dello Goju-Ryu includono sequenze di movimenti che combinano attacco e difesa contro avversari immaginari. Il bunkai, l'applicazione pratica delle tecniche del kata, è altrettanto importante per comprendere la loro efficacia in situazioni reali di combattimento. Chojun Miyagi insegnò il Goju-Ryu a molti studenti, contribuendo notevolmente alla diffusione dello stile. Nel 1950, Miyagi viaggiò negli Stati Uniti e in diversi paesi europei per promuovere il la sua scuola a livello internazionale. Dopo la sua morte nel 1953, il suo lavoro fu portato avanti dai suoi allievi e da altre figure chiave nello sviluppo di questo stile. Diverse organizzazioni sono state fondate per preservare e promuovere il Goju-Ryu in tutto il mondo. Allievi diretti di Chojun Miyagi, come Ei'ichi Miyazato, Gogen Yamaguchi e altri, hanno creato le proprie organizzazioni e hanno svolto un ruolo significativo nel mantenere viva la sua tradizione. 

Hironori Otsuka

Il fondatore del Wado-Ryū

Lo stile Wado-Ryu è una scuola di karate che fonde elementi del karate tradizionale giapponese con influenze dello Jujutsu/Jujitsu. Il suo fondatore, Hironori Otsuka, ha giocato un ruolo cruciale nello sviluppo di questo stile, che ha successivamente avuto un impatto notevole attraverso gli allievi più importanti. Hironori Otsuka nacque il 1º giugno 1892 nella prefettura di Okayama, Giappone. Fin da giovane, dimostrò un interesse per le arti marziali, studiando koryu bujutsu, uno stile tradizionale di arti marziali giapponesi. Durante gli anni '20, Otsuka si avvicinò al karate e cominciò a studiare con il maestro Gichin Funakoshi, il fondatore dello stile Shotokan. Nel 1934, Otsuka fondò il Wado-Ryu, combinando il karate con elementi del Jujutsu/Jujitsu e altre arti marziali giapponesi. Il termine "Wado" significa "La Via della Pace" o "La Via dell'Armonia", riflettendo l'approccio di Otsuka alla pratica marziale, enfatizzando la parola "Wa" (armonia). Il Wado-ryu è caratterizzato da movimenti agili, tecniche di schivata e un'enfasi sulla fluidità. Alcuni dei principi fondamentali includono:

  • Tai Sabaki (Movimenti del Corpo): Importanza attribuita ai movimenti del corpo per evitare gli attacchi e posizionarsi strategicamente.
  • Kihon (Fondamentali): Studio delle tecniche di base, comprese le posizioni, le tecniche di colpi e le combinazioni.
  • Kata (Forme): Sequenze di movimenti predefiniti che incorporano attacco, difesa e contrattacco contro avversari immaginari.
  • Kumite (Combattimento): Allenamento del combattimento in modo controllato, con un'enfasi sulla rapidità e la precisione delle tecniche.

Il Wado-ryu, grazie al suo fondatore Hironori Otsuka e agli allievi chiave, ha conosciuto una diffusione significativa in tutto il mondo. La sintesi di tecniche di karate e jujutsu ha reso lo stile distintivo e ha contribuito a plasmare il suo sviluppo. Gli sforzi degli allievi più importanti nel promuovere il Wado-Ryu hanno reso questo stile una componente vitale e rispettata nel panorama delle arti marziali globali.

Masutatsu Oyama

Il fondatore del Kyokushin

Masutatsu Oyama, nato il 27 luglio 1923 in Corea, fu introdotto alle arti marziali fin da giovane. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, si trasferì in Giappone per approfondire il suo studio del karate. Nel 1953, Oyama sconfisse a mani nude un toro in una dimostrazione pubblica, dimostrando la potenza e la determinazione del suo stile di karate. Nel 1964, ha fondato ufficialmente lo stile Kyokushin, che è noto per la sua filosofia rigida, che include l'addestramento fisico estremo, il combattimento a contatto pieno e l'accento sulla forza mentale e spirituale. Gli allenamenti sono impegnativi e spesso includono il lavoro su sacchi pesanti, sessioni di sparring intensi e il superamento di prove fisiche per testare la resistenza.

Bruce Lee

Il fondatore del Jeet Kune Do

La vita di Bruce Lee è stata un'esemplare incarnazione del sogno americano, caratterizzata da una straordinaria determinazione, dedizione e talento. Nato il 27 novembre 1940 a San Francisco, California, con il nome di Lee Jun-fan, Bruce Lee è diventato uno degli artisti marziali più famosi e influenti della storia, nonché una figura iconica nel mondo del cinema. Nato in una famiglia di artisti marziali a Hong Kong, ha iniziato ad apprendere le arti marziali fin da giovane, sotto la guida del padre Lee Hoi-chuen, un famoso attore di opera cinese. A soli 13 anni, Bruce Lee iniziò a studiare Wing Chun Kung Fu sotto il maestro Ip Man, sviluppando un'enorme abilità e padronanza delle arti marziali. Nel 1959, Bruce Lee tornò negli Stati Uniti per continuare i suoi studi e iniziò a insegnare arti marziali a Seattle. Ha guadagnato rapidamente una reputazione come maestro di arti marziali e ha aperto la sua prima scuola, insegnando il suo stile unico che alla fine avrebbe chiamato Jeet Kune Do. Lee divenne noto anche per le sue straordinarie abilità in combattimento e la sua filosofia rivoluzionaria sulle arti marziali.
Negli anni '60, Bruce Lee si trasferì a Los Angeles e cercò di trovare lavoro nel settore cinematografico. Dopo alcuni ruoli minori in televisione, ottenne la sua grande opportunità nel 1971 con la serie televisiva "The Green Hornet", dove interpretava Kato, un ruolo che gli diede visibilità internazionale. Tuttavia, fu il film "The Big Boss" nel 1971 a segnare il suo successo come icona del cinema d'azione. Divenne rapidamente una star internazionale, grazie al suo carisma, al suo talento ineguagliabile nelle arti marziali e alla sua presenza magnetica sullo schermo. Film come "Fist of Fury" (1972) e "Way of the Dragon" (1972), in cui affrontò Chuck Norris in un epico scontro finale, consolidarono la sua fama come leggenda del cinema d'azione. La vita di Bruce Lee fu tragicamente interrotta il 20 luglio 1973, quando morì improvvisamente a soli 32 anni a causa di un edema cerebrale. La sua morte prematura lasciò un vuoto nel mondo del cinema e delle arti marziali, ma la sua eredità vive ancora oggi attraverso i suoi film iconici, il suo insegnamento e la sua filosofia. In conclusione, la vita di Bruce Lee è stata una storia di successo straordinario e di impatto duraturo. Attraverso il suo talento, la sua dedizione e la sua visione rivoluzionaria, ha lasciato un'impronta indelebile nel mondo delle arti marziali e del cinema, diventando una vera e propria leggenda che continua a ispirare e influenzare milioni di persone in tutto il mondo. Bruce Lee è una figura iconica nel mondo delle arti marziali e del cinema d'azione, riconosciuto come uno dei più grandi maestri di arti marziali di tutti i tempi. Sebbene non abbia fondato una scuola di karate tradizionale nel senso convenzionale, ha lasciato un'impronta indelebile nel mondo delle arti marziali attraverso il suo insegnamento, la sua filosofia e il suo impatto culturale. Bruce Lee è noto per la sua filosofia personale, che ha influenzato non solo il suo approccio alle arti marziali, ma anche la sua visione della vita. Il suo concetto di "Jeet Kune Do" ("La Via del Pugno che Colpisce") ha avuto un impatto significativo sul modo in cui molte persone comprendono e praticano le arti marziali. Jeet Kune Do è un'ideologia che incoraggia l'adattabilità, l'efficacia e l'auto-espressione nell'arte del combattimento, promuovendo l'idea di utilizzare solo ciò che è utile e funzionale. Bruce Lee ha studiato diverse arti marziali, inclusi il karate, il taekwondo e il kung fu, e ha integrato elementi da queste discipline nel suo Jeet Kune Do. Il suo approccio eclettico e innovativo ha contribuito a rompere le barriere tra le diverse tradizioni marziali e ha ispirato un nuovo modo di pensare al combattimento e all'auto-difesa. L'eredità di Bruce Lee va oltre il mondo delle arti marziali, influenzando la cultura popolare, il cinema e la società nel suo complesso. La sua presenza sullo schermo e il suo carisma hanno contribuito a diffondere l'interesse per le arti marziali in tutto il mondo, ispirando milioni di persone a esplorare queste discipline e ad abbracciare i valori di disciplina, determinazione e auto-miglioramento.